Propaganda, Marketing e Reddito di Cittadinanza

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Parafrasando Nanni Moretti “le parole sono importanti”, analizzerò una situazione di attualità politica italiana, capitata nelle ultime elezioni nazionali.

Cos’è la propaganda?

La definizione del dizionario dice: “Azione intesa a conquistare il favore o l’adesione di un pubblico sempre più vasto mediante ogni mezzo idoneo a influire sulla psicologia collettiva e sul comportamento delle masse”.
Quindi tutte le parole dette in campagna elettorale che poi dovrebbero rispecchiare i programmi dei partiti o Movimenti, sono “propaganda” elettorale e devono rispondere al vero, quello che dice un aspirante parlamentare deve essere quello che c’è scritto nel programma che poi si vuole portare a compimento una volta eletti, almeno si spera.

Cos’è il Marketing?

Sempre prendendo la definizione del dizionario: “Il complesso delle tecniche intese a porre merci e servizi a disposizione del consumatore e dell’utente in un dato mercato nel tempo, luogo e modo più adatti, ai costi più bassi per il consumatore e nello stesso tempo remunerativi per l’impresa”. Questo è un complesso insieme di analisi e studi sui consumatori, ciò che vogliono, ciò che acquisterebbero più volentieri, per far si che le imprese producano un dato prodotto piuttosto che un altro, ma anche quello che le imprese vorrebbero vendere è significativo, il consumatore può anche essere indotto a fare determinate scelte attraverso la pubblicità, con dei messaggi ben mirati per indurlo a volere determinate cose, cose che magari non avrebbe mai pensato di volere prima. È un insieme di studi complessi e sistemi ben precisi per vendere. Anche in questo caso la pubblicità del prodotto deve essere veritiero e corrispondere a ciò che si andrà realmente ad acquistare, la pubblicità ingannevole può portare problemi alle imprese e ai pubblicitari.


Tutto questo cosa c’entra col Reddito di Cittadinanza vi starete chiedendo, ora ci arrivo.

E forse capiremo anche perché tanti si son recati ai CAF a richiedere informazioni a riguardo, non è una bufala, davvero delle persone sono andate ai CAF, sicuramente i giornali hanno enfatizzato la vicenda, esagerando nei titoli, ma leggendo l’articolo ci si accorge che riporta fatti realmente accaduti, forse bisogna imparare a non esagerare coi “titoloni” da parte dei giornalisti, mentre i lettori dovrebbero imparare a leggere l’articolo senza soffermarsi al “titolone”.
Il Reddito di Cittadinanza, così come viene nominato, esiste solo in Alaska, dove poggia sui proventi del petrolio e negli ultimi anni ha oscillato fra i 100 e i 200 dollari al mese per individuo.
Nel 2017 è stato sperimentato in Finlandia, su un campione di 2000 persone, per il biennio 2017-2018. È sostanzialmente l’erogazione a vita, incondizionatamente dal fatto che si lavora oppure no, di una somma di denaro, per il semplice fatto che si è cittadini di quella nazione.
All’Italia dare 780€ a cittadino costerebbe parecchi soldi, questo lo capirebbe chiunque, ma forse abbiamo sopravvalutato le capacità cognitive di molti, oppure si spera veramente che questo accada, chi può saperlo.
In realtà quello che non viene detto nelle piazze ai comizi, ma viene scritto, anche se in maniera un po’ discutibile, nel programma, è il reddito minimo garantito. Nulla a che vedere col Reddito di Cittadinanza.
Il Reddito minimo Garantito prevede determinate caratteristiche economiche per essere percepito, si deve percepire uno stipendio al di sotto di una determinata soglia, stimata da dati statistici dipendenti dal costo della vita in un determinato territorio, non viene dato per sempre in base alla cittadinanza, questo è vero che c’è in tutta l’Europa ad eccezione di Grecia e Italia. C’è un però!
In Italia ci sono forme di assistenza per chi perde il lavoro, si chiama sussidio di disoccupazione ed è stato esteso anche ai lavoratori a tempo determinato, è poco, vero, ma è pur sempre un’assistenza a chi perde il posto di lavoro, per permettergli di avere il tempo per trovare un nuovo posto di lavoro.
C’è poi la cassa integrazione per i lavoratori di aziende in difficoltà, anziché restare disoccupati totalmente percepiscono un 80% di stipendio nel periodo necessario all’azienda per rimettersi in sesto (quasi sempre le aziende poi non si rimettono in pari, ma questo è un altro discorso, l’importante che il lavoratore non rimanga senza reddito per il nostro discorso di reddito di cittadinanza).
Questo Reddito Minimo Garantito viene erogato per il tempo necessario per trovare un nuovo lavoro, come detto ha una limitazione nel tempo, così come la stessa proposta di legge fatta dal M5S.



Con la crisi e la mancanza di occupazione però si rischia che questo tempo risulti parecchio lungo, quindi cosa propone esattamente il M5S?

Propone una riforma dei centri di impiego, pretende che chi percepisce questo reddito frequenti corsi di formazione in base alla offerta che il mercato di lavoro fa (questo accade in tutti i luoghi dove viene erogato questo reddito) e pretende del servizio volontario presso i comuni di appartenenza (questo però comporterebbe dei problemi ai lavoratori del comune. Mettiamo ad esempio che si devono tagliare le aiuole, di solito il comune chiama delle ditte per fare questo lavoro, ditte professionali, con attrezzi adatti e dipendenti formati per fare quella mansione, ma c’è il volontario, cosa succede? Mandiamo il volontario che non ha formazione, non ha gli attrezzi e lasciamo a casa dei dipendenti? E così per qualsiasi altra mansione, si crea altra disoccupazione, secondo me).
Quindi perchè nei suoi comizi elettorali non ha semplicemente detto che avrebbe riformato i centri di impiego per dare maggiori opportunità di lavoro e nel mentre che non si trova lavoro si prospetta di formare, attraverso corsi, per i lavori di cui c’è richiesta?
E perché non ha spiegato che il Reddito Minimo Garantito lo percepiranno in base al reddito familiare e non tutti lo percepiranno, non lo percepiranno ragazzi di 18 anni in cerca di occupazione ad esempio, loro rientreranno nell’ISEE familiare e non è detto che questo ISEE sia così basso da far percepire alla famiglia tale Reddito.
Questo perché nella sua propaganda ha adottato un sistema di Marketing andando a cercare, secondo studi di mercato, quello che la gente vuole e richiede, senza accorgersi che la politica deve si dare risposte alla popolazione, ma deve dare risposte sensate, deve dire la verità!



Deve dire cosa si può realmente fare e cosa invece non si può perché la condizione è delicata e si attraversa un momento storico difficile.

Mentre il Marketing solletica e spesso indirizza il consumatore, in questo caso il cittadino, verso una cosa che pensa di volere, quando in realtà non ne ha bisogno, ma ha bisogno di tutt’altro.
Ma non ci possiamo meravigliare in Italia, dove Wanna Marchi si è arricchita vendendo sale e rametti di edera raccolti sul suo balcone, spacciandoli per rimedi miracolosi per tutti i mali possibili e immaginabili.
È un chiaro esempio di pubblicità ingannevole? Forse le associazioni di consumatori dovrebbero approfondire la vicenda!






Redazione di Politica & Attualità

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