Cronache dalla Terza Repubblica

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Nella terza Repubblica, quella “dei cittadini“, come l’ha definita un tracotante Luigi Di Maio, succedono anche queste cose.
Ieri, a Pozzallo, è morto di fame un ragazzo di 22 anni.

Avete capito bene, morto di fame. Nel 2018, in Sicilia. 

È riuscito ad arrivare in Italia, proveniente dall’Eritrea, grazie ad un comodo “taxi del Mediterraneo”, ma non ha fatto in tempo a prendere i “35 euro al giorno” e ad “alloggiare a sbafo in un Hotel a 5 stelle” col “wifi libero”.L’ultimo modello di iPhone” non gli ha salvato la vita. O forse, semplicemente, “non gli piacevano gli spaghetti”. Chissà. Salvini non ce lo ha spiegato. Strano.
“Aveva un deperimento organico impressionante, era scheletrico” ha scritto nel referto il medico legale.
Ma sarà vero o il medico sarà di qualche ONG pagata da Soros? Nella “Repubblica dei cittadini” il sospetto regna sovrano.

Nella “Repubblica dei cittadini” miseria e povertà non sono tollerati. L’umanità è bandita. Anche la Chiesa ne prende atto.
È indubbio che i voti delle parrocchie siano andati sia a Di Maio che a Salvini. E la Chiesa non può non tenerne conto” confessa uno sconsolato Cardinal Bagnasco, alzando le mani al cielo.
Libera Chiesa in libero Stato. Liberi tutti. 
E così, a Genova fioccano le multe a chi rovista nei cassonetti in cerca di cibo. Per loro non c’è spazio nella nuova Repubblica. E vanno puniti.

La giunta di centrodestra ha stabilito la sanzione: 200 euro se cerchi avanzi di cibo putrefatti e puzzolenti.

Perché nella Terza Repubblica, lo Stato è “severo ma giusto”. E la povertà è vietata per legge. “Aboliremo la povertà” tuona Alessandro Di Battista, tra un comparsata TV e l’altra. Detto, fatto.
Che non significa che lo Stato se ne prende cura e si organizza per proteggerli e fornirgli assistenza. Troppo complicato.
Più semplice appioppare una multa e mostrare ai cittadini arrabbiati che questi “sporcaccioni” tu non li tolleri.
“La ratio del provvedimento è di natura igienica” ha spiegato l’assessore alla sicurezza. Ordine e pulizia. La Terza Repubblica è forte. E si fa rispettare.

E così si fa pulizia di tutto, tranne che della coscienza, quella non si vede, e può rimanere lurida.
Si fa pulizia di tutto. Anche di decenni di Storia che ci hanno portato ad essere quello chi siamo. Con tutti i limiti del mondo, la culla della civiltà.

Ma il “bambino è stato buttato via con l’acqua sporca”. E quello che resta è un Paese esausto che sta perdendo il senso della Storia e della Ragione. Nell’inseguimento forsennato dell’umore del più incazzato. Che oggi detta la linea. E la legge.

Nelle bacheche Facebook di numerosi “cittadini della Terza Repubblica” spesso si legge in bella vista una frase che Pertini NON ha mai pronunciato (nella terza Repubblica accade anche la riscrittura di storie e biografie) che parla di “mazze e di pietre per cacciare i governanti che non fanno quello che vuole il popolo”. 
Una frase mai pronunciata da Pertini, uomo con grande senso della Istituzioni e dello Stato. Certo, era della Prima Repubblica, non quella “dei cittadini“, ma nessuno è perfetto.

Una frase che invece Pertini pronunciò è questa.
E la pronunciò, pubblicamente davanti a milioni di italiani, orgogliosi di essere tali, nel messaggio di fine anno del 1978.

“Io sono orgoglioso di essere cittadino italiano, ma mi sento anche cittadino del mondo, sicché quando un uomo in un angolo della terra lotta per la sua libertà ed è perseguitato perché vuole restare un uomo libero, io sono al suo fianco con tutta la mia solidarietà di cittadino del mondo.”

Daniele Cinà

Storyteller. Digital Strategist. Human. Ammiro la Comunità di Sant’Egidio.

Storie e segnalazioni, scrivere a danielecina1@gmail.com 

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