Molti sono andati al CAF per il reddito di cittadinanza e ci hanno trovato il Reddito di inclusione del PD

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Molti sono andati al CAF per il reddito di cittadinanza e ci hanno trovato il Reddito di inclusione del PD.

Al di là dell’ironia della sorte, il tema è molto serio.
C’è una parte del Paese che sta male. Che non ce la fa. Molti anziani che faticano ad arrivare alla fine del mese. Una marea di giovani, soprattutto al sud, senza lavoro, senza futuro, senza niente.
E non solo giovani, anche adulti disoccupati, molte donne, che non riescono a trovare lavoro. Scoraggiati. Intrappolati nella miseria.
E quindi io posso capire che abbiano votato chi gli ha offerto un briciolo di speranza. Una speranza, non importa che sia realizzabile o meno, è pur sempre una speranza. E va rispettata.

Mi auguro a questo punto che chi avrà la responsabilità di governo non tradisca questa speranza, adducendo scuse o altre priorità.

La priorità è questa. Non ce ne sono altre.
A confermarlo, lo studio di Bankitalia diramato oggi, che vede un italiano su quattro a rischio povertà e una diseguaglianza crescente. Una situazione non più sostenibile. E che va affrontata.
Il PD, non altri, ha introdotto l’unico sostegno oggi esistente per chi non ce la fa. Ma con le condizioni economiche date, non si è riusciti a estenderlo a tutte le persone in difficoltà. Lasciando fuori molti che hanno bisogno e che hanno vissuto questa esclusione come l’ennesimo tradimento.
Se dobbiamo ripartire da qualcosa, mi piacerebbe ripartire da qui. Anche dall’opposizione, il nostro posto in Parlamento.
Metterci, anche e soprattutto fisicamente, a fianco di chi sogna una vita migliore. I sogni, che nascono dai bi-sogni, se fatti insieme, possono diventare realtà.
C’è tanto da fare e nemmeno un minuto da perdere.



Storyteller. Digital Strategist. Human. Ammiro la Comunità di Sant’Egidio.

Storie e segnalazioni, scrivere a danielecina1@gmail.com 

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