Oggi Di Maio vuole fare “l’alleanza con #mafiacapitale”?

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Giornate frenetiche per la politica italiana.

Mentre l’esisto del voto del 4 Marzo ha decretato in modo inequivocabile la vittoria del Movimento 5 Stelle e della Lega e la sconfitta del Partito Democratico, più complicato si sta rivelando lo scenario per la formazione di un governo.

E così, nell’attesa di capire cosa deciderà il capo dello Stato Sergio Mattarella, comincia il risiko delle alleanze per dare vita ad un esecutivo.

Nonostante il segretario uscente del PD Matteo Renzi abbia chiarito che il Partito Democratico non ha alcuna intenzione di fare alleanze col M5S, “no inciuci, no caminetti, no estremisti”,  da giorni si rincorrono le voci di ipotesi di alleanze tra M5S e PD. Ipotesi che hanno subito agitato la base del PD che ieri ha manifestato il proprio disappunto con un hashtag #senzadime.

Molti i big del PD che hanno escluso qualsiasi eventuale alleanza con il M5S. Da Franceschini  al ministro Calenda, neoiscritto del PD,  per concludere con il leader della minoranza PD Andrea Orlando che precisa come “la maggioranza, tutta, esclude questa ipotesi. Quindi quasi il 70% del Pd. L’area politica che mi ha sostenuto al congresso ha escluso la possibilità di un governo con i 5 stelle, così come con il Centrodestra, quindi si aggiunge un ulteriore 20% del Pd. In modo chiaro per questa prospettiva si è pronunciato Michele Emiliano che ha ottenuto al congresso il 10%”.

Il conto è presto fatto. Il 90% del gruppo dirigente del Pd è contrario ad un’alleanza con il m5s”. 

Conclude il ministro Andrea Orlando.



Eppure da giorni Luigi Di Maio, folgorato sulla via di Palazzo Chigi, continua a ripetere di voler parlare con tutti. Addirittura oggi lancia un vero e proprio appello agli altri partiti: “Tutti i partiti si dimostrino responsabili”.  

Dunque, in barba alla volontà popolare che ha relegato il PD all’opposizione, oggi il giovane leader pentastellato, pur di prendere il potere, rinnega 7 anni di accuse di “larghe intese”, “inciuci“, “patti del Nazareno” e via di seguito.

Eppure la sua pagina Facebook, motore principale della sua macchina della comunicazione, pullula di offese pesantissime contro il PD. Una fra tutte, impressa nella memoria collettiva oltre che su tutti i canali social di Luigi Di Maio, è questa dichiarazione del 2014. Dove, non solo si rivendica che “nessuno può rinfacciare l’alleanza con il PD”, ma addirittura si equipara il Partito Democratico a “#mafiacapitale”.

Dunque, a distanza di più di tre anni, tutto è cambiato. Ed oggi, la domanda al candidato premier M5S Luigi Di Maio sorge spontanea.

Vuoi fare “l’alleanza con #MafiaCapitale”?




Delle due l’una, o il PD non è “#mafiacapitale”, e dunque bisogna chiedere scusa per questa accusa diffamatoria. Oppure, se ancora oggi Di Maio la pensa così, significa che, pur di fare il Governo, il M5S si allea con “#MafiaCapitale”?

Magari, oggi che Di Maio è magicamente diventato più istituzionale, potrebbe anche spiegare le cifre bulgare ricevute in Sicilia e in Campania.


Avrà Luigi Di Maio “l’onestà intellettuale” di chiedere scusa per aver accostato il Partito Democratico, una comunità di milioni di persone, a #mafiacapitale?

E sopratutto il fantomatico “Governo Di Maio” di cui si è parlato per settimane in modo martellante, che fine ha fatto?

Morto il 4 Marzo come previsto?

Chiedere è lecito. Rispondere è cortesia.




Storyteller. Digital Strategist. Human. Ammiro la Comunità di Sant’Egidio.

Storie e segnalazioni, scrivere a danielecina1@gmail.com 

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